trattoria il focolare - ischia
le news del focolare
come arrivare da noi...
2/10/2009 insieme per difendere l'agricoltura nell'isola d'Ischia
ISCHIA UN'ISOLA DI TERRA IN GIRO PER L'ITALIA
"Cunicoli e lapilli" di C. Cenatiempo (in edicola)
l'almanacco
La Grande Maialata
San Valentino
Santa Pasqua
Erbe, radici e Fiori
Grano e granotuco
Lumaca e Zucca
Fungo e Castagna
Gran Cenone
foto
 
vai alla home page
 
Il coniglio da Fossa Presidio Slow food
IL CONIGLIO DA FOSSA PRESIDIO SLOW FOOD

 

La cucina di mare, ad Ischia, la più estesa e popolata delle isole nel Golfo di Napoli, si è affermata solo negli ultimi vent’anni, di pari passo con lo sviluppo del turismo di massa. Storicamente, lo sviluppo economico dell’isola era stato segnato dall’agricoltura e dall’allevamento degli animali per il consumo diretto delle famiglie: tra questi, il coniglio, diventato un piatto tradizionale a partire dal 1500 in poi.Le prime tracce della presenza di conigli selvatici sull’isola d’Ischia risalgono all’epoca romana. E nell’arco di duemila anni la caccia al coniglio selvatico non si è mai interrotta, e prosegue tuttora. Sulla spinta della diffusissima tradizione venatoria locale questi simpatici animali sono stati liberati nei boschi ischitani in epoca aragonese, borbonica ed ancora, nel corso del tempo, fino a pochi anni fa (nel 1954), come hanno stabilito alcune ricerche che, tra l’altro, dimostrano come l’allevamento del coniglio domestico (nelle tipiche fosse scavate nel tufo e nelle gabbie) si sia diffuso parallelamente, ed abbia assunto una forte rilevanza a partire dal 1500.Il perché sia divenuto un piatto tradizionale anche ad Ischia come in altre isole del Mediterraneo lo si deve al fatto che il coniglio ha un periodo di accrescimento abbastanza veloce (90-120 giorni).Per quanto riguarda le particolarità dell’allevamento in fosse, va sottolineato che la sua origine può essere attribuita anche alla necessità di avere terra nuova per i terreni attraverso l’escavo di profonde buche dalle quali si ricavava “terra nuova” per migliorare la struttura e la resa del terreno coltivato. Ovviamente, come è nella legge non scritta dei contadini (nulla si spreca), la buca fatta doveva essere sfruttata in qualche modo!

Il contadino iniziò a rinforzare le pareti delle fosse costruendo muri a secco (le cosiddette “parracine”), utilizzando nella parte a Sud dell’isola le pietre di tufo verde. Le pareti della buca erano rinforzate tranne che in due punti alla base del fosso, dove si ricavavano dei cunicoli artificiali che venivano poi ultimati dai conigli stessi per ricavarNe la tana. Si invogliavano in tal modo i conigli a scavare in direzioni prestabilite, di solito dal lato della montagna per evitare  che con lo scavare dei cunicoli potessero fuoriuscire e scappare.

Altra caratteristica dei fossi era che lateralmente veniva ricreata una sorta di grotta che fungeva da ricovero per i conigli stessi.

La particolarità di questo coniglio sta nella sua  alimentazione, che è totalmente naturale. Venivano nutriti con erba fresca o paglia, le principali erano le graminacee (ad esempio: Dactilis glomerata L.) miste con leguminose (ex. Cicerchie, fave etc), e di queste ultime veniva usata la parte vegetativa: foglie, steli. Nei periodi di siccità si usava cibare i conigli con residui di potatura o polloni di alberi da frutta quali pesco, albicocco e così via, mentre in periodo di vendemmia gli animali si allevavano con un “mix” particolare (il cosiddetto “ ‘u nuatl’”) che è composto da foglie di fico e di vite, nonché gli stessi tralci di vite freschi.

La razza dell’antico coniglio ischitano era particolare: il suo peso non raggiungeva quasi mai i 2 kg e si presentava con un mantello di colore grigio, un corpo allungato e snello, tanto da poter essere catturato con una mano.

 

Il presidio è tutelato sul territorio dall’Associazione Green Ground- Il terreno Verde –Ass. Agricoltori e zootecnici custodi

 

TUTTE LE NEWS
TIPICITA'
BREVI NOTE SUL TUFO VERDE
Il coniglio da Fossa Presidio Slow food
"Cunicoli e lapilli" di C. Cenatiempo (in edicola)
Corrado Barberis per Riccardo
Fagioli Zampognari
LE GIORNATE IN DIFESA DELLA BIODIVERSITA'
2/10/2009 insieme per difendere l'agricoltura nell'isola d'Ischia
PETIZIONE SALVIAMO L'ETICHETTA
come arrivare da noi...
ISCHIA UN'ISOLA DI TERRA IN GIRO PER L'ITALIA