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2/10/2009 insieme per difendere l'agricoltura nell'isola d'Ischia

 

L’agricoltura ischitana è ancora viva!

 

 

Il coniglio da fossa, i fagioli zampognari, gli ortaggi, le erbe e gli aromi; gli

 

agrumi, il miele; gli allevamenti di maiali, pecore, capre, bovini; e –

 

ovviamente! - il vino costituiscono alcune delle eccellenze territoriali di

 

un’isola, conosciuta ovunque come «l’isola verde», famosa nel mondo come

 

località di villeggiatura. Ischia è caratterizzata da un meraviglioso patrimonio

 

naturalistico che, negli ultimi cinquanta anni, sembra aver smarrito la

 

consapevolezza della propria straordinaria peculiarità, soprattutto agricola, che

 

ne ha consolidato la storia millenaria nel contesto della proteiforme civiltà

 

mediterranea. È una identità forte che va tutelata e rilanciata in un ambito

 

internazionale. Questo è l’obiettivo che intendiamo raggiungere con la

 

sottoscrizione di un vero e proprio appello condiviso da amici quali Corrado

 

Barberis, Beppe Bigazzi, Roberto Burdese, Bruno Muratori, Biagio

 

Notarangelo, Sergio Staino, Gianfranco Vissani, e molti altri. Un appello

 

 rivolto soprattutto agli abitanti, e allargato in modo simbolico alle piccole

 

isole d’Italia, affinché sappiano riscoprire e rendere produttiva, in termini

 

ecosostenibili, la ricchezza dei valori del passato in una prospettiva futura. Una

 

 prospettiva che non può essere segnata da uno sviluppo turistico

 

unidirezionale.

 

Riccardo d’Ambra

 

 

 

 

Bella e fragile

 

 

Nella storia della geografia umana del Mediterraneo, Ischia occupa una

 

posizione strategica che, nei millenni, non è mutata granché: ai navigatori

 

micenei, fenici, greci, romani, arabi, si sono in qualche modo sostituiti i

 

viaggiatori della modernità. È sempre un crocevia d’approdi e d’accoglienza.

 

Bella e irresistibile. Ma fragile. Le sottrazioni di paesaggio scandiscono la

 

misura di questa fragilità, peraltro elettiva di ogni sistema-isola. Ai

 

cambiamenti epocali, indotti da cataclismi naturali, invasioni barbariche,

 

colonizzazioni culturali, si sono sommate le pratiche di una antropizzazione

 

priva di regole. Il degrado sembra nell’ordine delle vicende planetarie. Qui, in

 

 ambito insulare, è molto evidente. La veloce vandalizzazione di spicchi di

 

territorio, ha superato a tratti la soglia del non-ritorno. Per un coacervo di

 

fattori, come altrove, forse più radicalmente, le attività agricole sono state

 

emarginate. Gli incendi inceneriscono ancora i giardini e le coltivazioni, le

 

falde e le coste sono minacciate dall’inquinamento. La invasività del cemento

 

fa il paio con la complessa, spesso selvaggia, gestione locale del ciclo dei

 

rifiuti. Scarti micidiali brutalizzano le vedute, avanzando nelle aree dove

 

trionfa la Natura. Il concorso di colpe, emerse e sommerse, lascia senza fiato.

 

Annerita la terra, in angoscia il mare. Ma c’è chi non assiste inerte. In

 

controtendenza, si percepisce una diffusa sensibilità legata alle tematiche

 

ambientali, segnata dalla recente istituzione di un’oasi marina protetta. Anche

 

 la rinascita degli investimenti produttivi in campagna è confortante.

 

Nell’ultimo quindicennio sono cresciute le aree destinate a vigneto, a uliveto.

 

Con caparbietà e passione giovani contadini si dedicano al consolidamento dei

 

propri fondi collinari, delimitati da muri a secco secolari. Da lì si svelano tesori

 

del gusto. Questa è la sfida, bella e forte, da sostenere.

 

Ciro Cenatiempo

 

Indirizzi di saluto

Paolino Buono

Sindaco di Barano d’Ischia

 

Riccardo d’Ambra

Fiduciario Slow Food delle isole di Ischia e Procida

 

 

Campagne. La reconquista degli orti e dei vigneti tra terra e mare

Corrado Barberis

Presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale

 

 

Scoperte. Meraviglie ischitane, curiosità alimentari e grandi rischi ambientali

Silvia d’Ambra

Agronoma

 

Massimo Barbato

Coordinatore dell’area veterinaria di Ischia e Procida - Asl Na 2 Nord

 

 

Sapori. L’etica delle storie, le persone, la comunicazione e le ricette strategiche

Biagio Notarangelo

Assistente ecclesiatico dell’International Catholic Rural Association

 

Beppe Bigazzi

Scrittore enogastronomo

 

Gianfranco Vissani

Chef

 

Roberto Burdese

Presidente di Slow Food Italia

 

 

Introduce e coordina

Ciro Cenatiempo

Giornalista scrittore

 

 

 

 

Interventi programmati

Sara Costa Mancusi

Presidente dell’Associazione Green Ground Il Terreno Verde®

 

Bruno Muratori

Presidente dell’Azienda Agricola Fratelli Muratori

 

Sergio Staino

Cartoonist

2 Ottobre 2009

 

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